Formattazione tesi IULM: i parametri ufficiali, verificati sul documento della Biblioteca
Ho scritto due elaborati alla IULM: la triennale in Comunicazione d'impresa e la magistrale in Artificial Intelligence for Business, che sto depositando adesso. Entrambe le volte ho perso più tempo a decifrare cosa volesse esattamente la segreteria che a impaginare. Questa pagina è il riassunto di quello che ho dovuto ricostruire, con i numeri presi dal documento ufficiale e non da forum o gruppi WhatsApp.
La fonte è un unico PDF: Indicazioni tecniche per la redazione di elaborato finale / tesi di laurea, curato dalla Biblioteca IULM – Aula multimediale. È il documento che nessuno ti manda per email e che va cercato a mano sul sito. Trovi il link alla fine di questa pagina.
Una precisazione che vale la pena leggere
Girano molte guide (compresa una versione precedente di questa) che indicano margini di 3 cm su tutti i lati e Garamond obbligatorio. Sono entrambe informazioni imprecise. I margini IULM sono asimmetrici, e il font è una scelta tra tre alternative. Qui sotto trovi i valori corretti.
I parametri in sintesi
| Parametro | Valore ufficiale |
|---|---|
| Margine superiore | 2,5 cm |
| Margine inferiore | 2,5 cm |
| Margine sinistro | 3 cm |
| Margine destro | 3 cm |
| Font | Una sola font sobria, preferibilmente serif: Times New Roman, Garamond o Calibri |
| Corpo del testo | 11 oppure 12 pt |
| Interlinea | 1,5 righe |
| Allineamento | Giustificato |
| Rientro prima riga | 0,5 cm |
| Numerazione | Tutte le pagine tranne frontespizio e indice |
| Prime due pagine del PDF | Bianche (le sostituisce il Centro Stampa) |
Hai fretta?
Il formatter applica questi parametri IULM al tuo testo e ti restituisce un .docx già impostato. Gratis, senza registrazione.
Formatta oraLe due pagine bianche: l'errore che costa una ristampa
Questa è la regola IULM più specifica e quella che manda in crisi più laureandi, perché è controintuitiva: le prime due pagine del file PDF devono essere lasciate completamente bianche.
Il motivo è che alla IULM non sei tu a fare il frontespizio. Il Centro Stampa, insieme alla Segreteria Studenti, lo predispone e lo stampa autonomamente, sostituendolo alle due pagine vuote che hai lasciato: la prima diventa il frontespizio, la seconda il suo retro. Se consegni un PDF con il tuo frontespizio fatto in casa, ti ritrovi con due frontespizi o con l'impaginazione sfalsata di due pagine.
Il titolo che comparirà su quel frontespizio è esattamente quello che hai depositato nei Servizi online, sezione Laurea > Conseguimento titolo. Non viene riletto né corretto da nessuno: né dalla Segreteria, né dal Centro Stampa. Se hai lasciato un refuso nel titolo, quel refuso finisce stampato sulla copertina della tua tesi.
Tre regole sul titolo, spesso ignorate:
- Non va messo tra virgolette
- Non va chiuso con un punto finale
- Non va scritto tutto in maiuscolo
Se il tuo titolo contiene caratteri speciali, parti in corsivo o punteggiatura particolare, devi segnalarlo via email a frontespizio@iulm.it entro e non oltre la scadenza della domanda di laurea. Dopo quella data non si interviene più.
Perché i margini sono asimmetrici
Superiore e inferiore 2,5 cm, destro e sinistro 3 cm. La differenza tra i due valori non è un capriccio: la tesi IULM si stampa fronte/retro, quindi il margine interno di una pagina diventa il margine esterno della successiva. Tenere 3 cm su entrambi i lati verticali garantisce che la rilegatura non mangi il testo, da qualunque lato si apra il volume.
In Word li imposti da Layout > Margini > Margini personalizzati. Attenzione: non serve attivare l'opzione "Margini simmetrici" o la rilegatura aggiuntiva, perché i 3 cm laterali sono già simmetrici di loro e coprono lo spazio necessario alla brossura.
La cartella editoriale
Il documento della Biblioteca ricorda anche una misura che serve quando il relatore ti chiede "quante cartelle hai scritto": una cartella editoriale standard vale circa 30 righe da 60 battute spazi inclusi, cioè 1800–2000 battute. Con i parametri IULM sopra, una pagina piena si avvicina molto a una cartella. È il modo giusto per rispondere quando il relatore ragiona in cartelle e tu in pagine di Word.
Ogni sezione inizia su pagina dispari
Alla IULM ogni nuova sezione dell'elaborato deve iniziare su una pagina dispari, cioè la pagina di destra quando sfogli il volume stampato. Vale per indice, introduzione, ogni capitolo, conclusioni, appendice e riferimenti bibliografici, oltre a dedica e ringraziamenti se decidi di metterli (non sono obbligatori né particolarmente consigliati).
La conseguenza pratica: se un capitolo finisce su una pagina dispari, la pagina successiva va lasciata bianca perché quella dopo torni a essere dispari. Esempio concreto dal documento ufficiale: il capitolo 1 finisce a pagina 17 (dispari), pagina 18 resta vuota, il capitolo 2 parte da pagina 19. Se invece un capitolo finisce a pagina 22 (pari), il successivo parte da 23 senza bisogno di aggiungere nulla.
Due dettagli che fanno la differenza in fase di controllo:
- La pagina bianca viene conteggiata nella numerazione (nell'esempio, resta pagina 18)
- Ma è preferibile che il numero non sia visibile su quella pagina
Per ottenere questo risultato in Word servono le interruzioni di sezione: le trovi spiegate passo per passo nella guida a Word. Se preferisci saltare il problema, il formatter gestisce le pagine dispari e le bianche automaticamente.
Per verificare il risultato prima di consegnare, attiva in Word la visualizzazione a due pagine affiancate: le pagine dispari devono comparire a sinistra dello schermo, che corrisponde alla destra sulla tesi rilegata.
Font: cosa dice davvero il regolamento
La IULM non impone Garamond, contrariamente a quanto si legge in giro. Il documento chiede di privilegiare "un'unica font sobria e preferibilmente graziata" e cita come esempi Times New Roman, Garamond e Calibri. I caratteri a bastone (Arial, Tahoma, Verdana) sono indicati per i titoli o per la lettura a video, non per il corpo del testo stampato.
Il corpo può essere 11 o 12 punti. La scelta è tua, ma va tenuta coerente per tutto il documento. Altre indicazioni dal regolamento:
- Evitare l'alternanza di caratteri diversi; per differenziare usa maiuscolo, maiuscoletto, grassetto e corsivo
- Niente effetti grafici: ombreggiatura, rilievo, contorno, colori
- Impostare il nero automatico, non il nero di registro (è la voce che in stampa produce un nero sporco)
- I titoli devono essere più grandi del testo che introducono, con stile coerente in tutto il lavoro
Sui titoli, l'indicazione operativa più utile è di gestirli con gli stili di Word (Titolo 1 per i capitoli, Titolo 2 per i paragrafi, Titolo 3 per i sottoparagrafi). Non è un vezzo: è l'unico modo per generare un indice automatico che si aggiorni da solo.
Come si citano le fonti
Il regolamento IULM è insolitamente preciso sulla lunghezza delle citazioni, e distingue in base alle battute.
Sotto le 200 battute (circa due righe): la citazione resta nel corpo del testo, con lo stesso formato, racchiusa tra virgolette a caporale « », senza spazi tra le virgolette e il testo. Se dentro la citazione ce n'è un'altra, quella va tra virgolette alte " ".
Sopra le 200 battute: la citazione si stacca dal corpo del testo di una riga, si riporta senza virgolette, con il carattere ridotto di un punto (corpo 11 se il testo è 12), interlinea singola e rientro di 0,5 cm sia a sinistra sia a destra.
Per le citazioni poetiche vale la stessa logica con soglia a 3 versi: fino a tre restano nel testo tra caporali, con i versi separati da una barra; oltre i tre si staccano e si rientrano.
Autore-anno o nota a piè di pagina?
Dipende dall'area disciplinare, e la scelta finale spetta comunque al relatore.
Il metodo autore-anno mette la fonte tra parentesi nel corpo del testo — (Bustreo, 2015) — ed è quello usato in scienze sociali, linguistica, educazione e gestione. È lo standard di fatto per la maggior parte dei corsi IULM.
Il metodo autore in nota a piè di pagina è il classico ed è preferito in arti, filosofia, lettere e storia. Richiede di padroneggiare le abbreviazioni: Ibidem quando ripeti la fonte immediatamente precedente alla stessa pagina, Ivi quando è la stessa fonte ma pagina diversa, op. cit. quando la fonte è già stata citata ma non nella nota subito precedente.
La bibliografia va in fondo al lavoro. Per gli elaborati triennali il documento suggerisce di intitolarla Riferimenti bibliografici anziché Bibliografia, per coerenza con l'ampiezza del lavoro. Approfondimento: citazioni e bibliografia.
Immagini, grafici e tabelle
Se la tua tesi contiene grafici o schermate — nel mio caso ne aveva parecchi, tra output di modelli e dashboard — queste indicazioni evitano brutte sorprese in stampa:
- Salva le immagini in formato standard, preferibilmente JPEG o TIFF, in una cartella dedicata
- Inseriscile con Inserisci > Immagine da file, mai con copia-incolla diretto
- Risoluzione 300 dpi, sia per il colore sia per la scala di grigio
- Se sono in bianco e nero, convertile in scala di grigio, non lasciarle in RGB
- Le immagini non devono contenere livelli
- Ogni immagine, grafico o tabella va accompagnata da numero progressivo e didascalia con titolo, descrizione sintetica e fonte (se non è una tua elaborazione)
La conversione in PDF
Il PDF è il formato di consegna e determina come la tesi verrà stampata. Il documento IULM elenca alcune precauzioni tecniche:
- Converti in modalità "alta qualità di stampa"
- Evita i colori definiti in RGB, pensati per lo schermo: in quadricromia danno risultati diversi da quelli che vedi
- Assicurati che i font siano integri e attivi, non corrotti
- Non alternare Mac e PC, né Word, Pages e OpenOffice sullo stesso file: è la causa più comune di impaginazioni che "saltano" all'ultimo momento
Se il tuo corso richiede il formato PDF/A per l'archiviazione digitale, la procedura è diversa e la trovi nella guida al PDF/A.
Struttura: triennale e magistrale non coincidono
Per la magistrale la struttura consigliata è una sola: frontespizio, indice, introduzione alla ricerca, capitoli numerati con eventuali sottocapitoli, appendici o allegati (opzionali), conclusioni, riferimenti bibliografici. Nota l'ordine: le conclusioni vengono dopo le appendici.
Per l'elaborato finale triennale la IULM propone invece tre formati alternativi, da concordare con il relatore:
- Formato saggio — il più simile a una tesi tradizionale: frontespizio, indice, premessa con la domanda di ricerca, capitoli, appendici, riferimenti bibliografici
- Formato articolo — struttura da paper scientifico: abstract, premessa e contesto, obiettivo e domanda di ricerca, metodologia, presentazione dei dati, discussione dei risultati e limiti
- Formato studio di caso — oggetto d'indagine e contestualizzazione, presentazione di dati e materiali (interviste, protocolli di osservazione, documenti), analisi e interpretazione, relazione conclusiva
Il formato articolo è quello che più si avvicina alla scrittura scientifica vera e propria ed è una buona scelta se il tuo lavoro ha una componente empirica.
Due risorse IULM che quasi nessuno usa
La prima è il Foglio di stile IULM: un modello Word già impostato, con gerarchie di titoli e formattazione predefinita, scaricabile dal sito d'ateneo insieme a una guida all'uso. Partire da lì risolve metà dei problemi prima che si presentino.
La seconda è il laboratorio dell'Aula multimediale della Biblioteca: un'ora di formazione sull'uso del foglio di stile, su appuntamento. Non è pubblicizzato molto, ma è il prerequisito per accedere poi al servizio di assistenza alla redazione. Si prenota chiamando il 02-891412483 o 02-8914-2541, oppure scrivendo a biblioteca.multimediale@iulm.it.
Un'ultima raccomandazione del documento che vale la pena prendere sul serio: imposta il foglio di stile prima di scrivere, non dopo. Riformattare 120 pagine già scritte è un lavoro completamente diverso, e molto peggiore, dallo scrivere dentro una struttura già impostata.
Prima di consegnare
La checklist minima specifica per IULM:
- Le prime due pagine del PDF sono bianche
- Il titolo depositato nei Servizi online è corretto anche ortograficamente
- Eventuali caratteri speciali sono stati segnalati a frontespizio@iulm.it entro la scadenza
- Margini: 2,5 cm sopra e sotto, 3 cm a destra e sinistra
- Ogni sezione inizia su pagina dispari
- Le pagine bianche sono conteggiate ma senza numero visibile
- Indice generato automaticamente e aggiornato dopo l'ultima modifica
- Font unico e coerente, corpo 11 o 12, interlinea 1,5, testo giustificato, rientro 0,5 cm
- Immagini a 300 dpi con didascalia e fonte
- PDF esportato in alta qualità di stampa
La checklist generale di consegna copre il resto.
Nota metodologica e fonte
I parametri di questa pagina provengono dal documento Indicazioni tecniche per la redazione di elaborato finale / tesi di laurea, a cura della Biblioteca IULM – Aula multimediale. Dove il documento lascia margine di scelta (font, corpo 11 o 12) l'ho segnalato invece di far passare una preferenza per un obbligo.
Due avvertenze oneste. Primo: le indicazioni metodologiche e strutturali vanno concordate con il relatore, che ha l'ultima parola e può chiedere qualcosa di diverso, in particolare sullo stile bibliografico. Secondo: il numero complessivo di pagine varia per Facoltà, ed è deliberato nel documento Esami di laurea e prove finali. Istruzioni per l'uso, aggiornato ogni anno accademico. Verifica sempre la versione corrente sul sito IULM prima di consegnare.
Fonte ufficiale: Indicazioni tecniche per la redazione e la stampa della tesi (PDF, iulm.it)