Formattazione tesi Bocconi: la parte difficile non è il font, è la consegna

La Bocconi ha un'impostazione diversa da quasi tutti gli altri atenei italiani: la parte rigida non è la tipografia, è la procedura di consegna. Sul formato del testo lascia lavorare i dipartimenti, ma sul file che carichi ci sono regole precise che, se sbagliate, bloccano il deposito.

Questa pagina parte da lì, perché è la parte dove si perde tempo davvero.

Il file di consegna: tre regole non negoziabili

1. Un solo PDF, con un nome preciso

La tesi va caricata come unico file PDF. Il nome non lo scegli tu: è il prefisso TS seguito dal tuo numero di matricola. Se la tua matricola è 1234567, il file va chiamato TS1234567.pdf. Niente spazi, niente titolo della tesi, niente "definitivo_v3".

2. Il frontespizio non lo fai tu

Il contenuto della tesi non deve includere il frontespizio. Viene riprodotto automaticamente in fase di stampa, e riporta le informazioni sul titolo che hai inserito online durante la procedura di laurea.

La conseguenza pratica è la stessa che vale alla IULM, anche se il meccanismo è diverso: se inserisci un frontespizio fatto da te, te ne ritrovi due. E poiché il titolo stampato è quello che hai digitato nella procedura online, un refuso lì finisce sulla copertina senza che nessuno lo corregga.

3. Nessun dato personale dentro il testo

Questa è la regola più specifica della Bocconi e quella che sorprende di più: nel contenuto della tesi non deve comparire alcun riferimento personale — né il tuo nome, né la matricola.

Non è una formalità burocratica. Serve a mantenere il documento neutro rispetto all'autore, dato che l'identificazione avviene tramite il nome del file e il frontespizio generato dal sistema. In pratica significa controllare tre punti che quasi tutti dimenticano:

  • Le intestazioni e i piè di pagina, dove spesso resta il nome inserito mesi prima
  • I ringraziamenti, se li includi
  • Le proprietà del documento Word: il campo "Autore" viaggia dentro il file anche dopo la conversione in PDF. Si controlla da File > Informazioni > Proprietà

E i parametri tipografici?

Qui devo essere onesto su cosa so e cosa no.

La Bocconi mette a disposizione un template Word e istruzioni tipografiche sulla propria pagina dedicata alla tesi. Quello è il riferimento da usare, e cambia a seconda del corso e del dipartimento: le indicazioni del Dipartimento di Management & Technology non coincidono necessariamente con quelle di altri dipartimenti.

Il preset Bocconi del nostro formatter usa Arial 11 pt, interlinea 1,2 e margini di 2,5 cm. Sono valori ragionevoli e coerenti con la pratica corrente, ma non li ho potuti verificare su un documento d'ateneo pubblico, a differenza di quanto ho fatto per IULM e Sapienza. Se hai scaricato il template ufficiale del tuo corso e i valori differiscono, usa quelli del template — e se me li mandi, correggo il preset.

Nel formatter trovi il pannello «Personalizza i parametri»: puoi impostare font, corpo, interlinea e i quattro margini con i valori del tuo template e sovrascrivere il preset.

Struttura del documento

Escluso il frontespizio, che come detto viene generato dal sistema, il corpo del file segue la struttura accademica standard: indice, introduzione, capitoli, conclusioni, bibliografia, eventuali appendici. La guida alla struttura copre l'ordine e cosa mettere in ciascuna sezione.

Due elementi meritano attenzione particolare in un contesto come quello Bocconi, dove la maggior parte delle tesi è di ambito economico e quantitativo:

Tabelle e figure. Vanno numerate progressivamente e accompagnate da didascalia con fonte, anche quando la fonte sei tu (in quel caso: "elaborazione propria"). Se la tesi contiene output di modelli o regressioni, la fonte dei dati va sempre dichiarata.

Bibliografia. In ambito economico lo standard prevalente è autore-anno, con la fonte tra parentesi nel corpo del testo. La coerenza conta più della scelta dello stile: vedi la guida a citazioni e bibliografia.

Se scrivi la tesi in inglese

Molti corsi Bocconi sono in lingua inglese e la tesi si scrive di conseguenza. Due accortezze tecniche che fanno la differenza sul documento finale:

  • Imposta la lingua del documento su inglese in Word (Revisione > Lingua), altrimenti la sillabazione e il correttore lavorano con regole italiane
  • Se generi l'indice automatico, verifica che le diciture siano tradotte: un "Sommario" in mezzo a una tesi in inglese è il tipo di dettaglio che si nota

Prima di caricare

  1. Il file è un solo PDF
  2. Si chiama TS + matricola, es. TS1234567.pdf
  3. Non contiene il frontespizio
  4. Non contiene nome né matricola: testo, intestazioni, piè di pagina e proprietà del documento
  5. Il titolo inserito nella procedura online è corretto, refusi compresi
  6. Indice generato automaticamente e aggiornato dopo l'ultima modifica
  7. Tabelle e figure numerate con fonte
  8. Bibliografia in uno stile unico dalla prima all'ultima voce

La checklist generale copre il resto.

Nota sulle fonti

Le regole di consegna riportate qui — PDF unico, nome file, frontespizio automatico, assenza di dati personali — provengono dalla documentazione Bocconi sulla procedura di deposito. I parametri tipografici non sono verificati su fonte primaria: per quelli fa fede il template ufficiale del tuo corso, che trovi nella pagina d'ateneo dedicata alla tesi.

Come sempre, il relatore ha l'ultima parola, e le scadenze cambiano ogni sessione: verificale nella tua pagina personale.

Riferimento: Theses/Final Papers guidance — Università Bocconi

Chi ha scritto questa guida

Giacomo Dellacqua, IULM Milano. Trovata un'imprecisione? Segnalamela.

Impagina il testo, poi esporta in PDF

Il formatter genera il .docx con indice automatico e numerazione. Il frontespizio non serve: lo stampa la Bocconi.

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