Requisiti di formattazione tesi: Bologna, Padova, Torino, Pavia e Federico II a confronto
Questa pagina raccoglie cinque atenei che avevano ciascuno una guida dedicata su questo sito. Le ho unite in una sola, per una ragione che vale la pena spiegare: non avevo abbastanza materiale verificato per giustificare cinque pagine separate. Ognuna finiva per ripetere le stesse cose generiche cambiando solo il nome dell'università, e una pagina che non ti dice niente di specifico è peggio di una pagina che non esiste.
Qui trovi invece quello che serve davvero: i parametri di riferimento a confronto, le differenze reali tra questi atenei, e soprattutto il metodo per trovare il regolamento del tuo corso, che in queste cinque università conta più di qualsiasi standard d'ateneo.
Leggi questo prima della tabella
Bologna, Padova, Torino, Pavia e Federico II sono atenei generalisti molto grandi, con decine di dipartimenti che pubblicano norme redazionali proprie. A differenza di IULM o Bocconi, dove esiste un documento d'ateneo che vale per tutti, qui il regolamento che conta è quasi sempre quello del tuo corso di laurea. I valori qui sotto sono impostazioni di riferimento ragionevoli, non norme ufficiali certificate.
I parametri a confronto
| Ateneo | Font e corpo | Margini | Interlinea |
|---|---|---|---|
| Bologna | Times New Roman, Arial, Calibri o Cambria — 12 pt | 2,5 cm su tutti i lati | 1,5 |
| Padova | Times New Roman 12 pt | Sinistro 3 cm, altri 2,5 cm | 1,5 |
| Torino | Times New Roman 12 pt | Sinistro 4 cm, altri 3 cm | 1,5 |
| Pavia | Times New Roman 13 pt | 3 cm su tutti i lati | 1,5 |
| Federico II | Times New Roman 12 pt | Sinistro 3, destro 2, sopra/sotto 2,5 cm | 1,5 |
Hai fretta?
Il formatter ha un preset per ciascuno di questi atenei. Se il tuo corso richiede valori diversi, puoi comunque partire dal preset e correggere in Word i due o tre parametri che cambiano.
Apri il formatterCosa distingue davvero questi cinque atenei
Bologna: la scelta del font è aperta
UNIBO è tra i pochi atenei che ammette esplicitamente un ventaglio di caratteri invece di imporne uno: Times New Roman, Arial, Calibri e Cambria sono tutti accettati. La conseguenza pratica è che puoi usare un sans-serif come Arial o Calibri senza violare nulla, cosa che altrove sarebbe sconsigliata. Attenzione però al margine sinistro: alcuni corsi richiedono 3 cm invece dei 2,5 standard, tipicamente quando è prevista la rilegatura.
Torino: il margine sinistro più largo d'Italia
UNITO è l'unico dei cinque a indicare 4 cm di margine sinistro, contro i 3 degli altri lati. È un valore insolitamente generoso e serve alla rilegatura. La differenza non è cosmetica: 4 cm anziché 2,5 significa circa il 10% di testo in meno per pagina, quindi una tesi che a Bologna sta in 80 pagine a Torino ne occupa 88 circa. Se il tuo corso ragiona in numero di pagine, tienine conto.
Pavia: il corpo 13, che non esiste altrove
UNIPV è l'unico caso in cui il riferimento è 13 pt anziché 12. Il dato proviene dalle norme dell'ambito economico e non è detto valga per gli altri dipartimenti. È una differenza piccola ma visibile: se il tuo relatore ti dice che il testo "sembra grande", probabilmente sta confrontando con lo standard 12.
Padova e Federico II: margini asimmetrici
Entrambi prevedono un margine sinistro maggiorato per la rilegatura. La Federico II va oltre e indica anche un margine destro ridotto a 2 cm, il più stretto del gruppo: la logica è compensare lo spazio perso a sinistra mantenendo la stessa larghezza di colonna. Padova tiene invece gli altri tre lati a 2,5 cm.
Come trovare il regolamento del tuo corso
Questa è la parte più utile della pagina, perché vale per qualsiasi ateneo, anche quelli non elencati qui.
Primo: cerca sul sito del dipartimento, non dell'ateneo. Il documento che ti serve quasi mai sta nella home dell'università. Sta nella sezione "Laurearsi", "Prova finale" o "Conseguimento titolo" del tuo corso di laurea. Una ricerca efficace su Google è del tipo: site:unibo.it norme redazionali tesi [nome del tuo corso].
Secondo: cerca il PDF, non la pagina web. Le indicazioni tipografiche vivono quasi sempre dentro un allegato scaricabile, non nel testo della pagina. Aggiungi filetype:pdf alla ricerca e le probabilità salgono parecchio.
Terzo: controlla l'anno accademico. Questi documenti vengono riemessi ogni anno e non sempre quello vecchio viene rimosso. Se trovi un PDF, verifica che nell'intestazione ci sia l'anno accademico corrente.
Quarto: chiedi al relatore, non alla segreteria. Sulla formattazione il relatore ha l'ultima parola e spesso ha preferenze proprie, soprattutto sullo stile bibliografico. La segreteria si occupa di scadenze e procedura di deposito, raramente di tipografia.
E se il tuo ateneo non pubblica niente?
Succede più spesso di quanto si pensi, e non è un problema: significa semplicemente che nessuno ti boccerà per un margine di 2,5 anziché 3 cm. In quel caso conviene adottare lo standard editoriale italiano: Times New Roman 12, interlinea 1,5, margine sinistro 3–3,5 cm se rileghi e 2,5 negli altri casi, testo giustificato, numerazione in basso.
Quello su cui invece vale davvero la pena spendere attenzione, perché è visibile e viene notato, è altro: un indice generato automaticamente e aggiornato, la bibliografia in uno stile coerente dalla prima all'ultima voce, e nessuno degli errori di formattazione ricorrenti. Una tesi con margini leggermente diversi dallo standard ma impeccabile su questi tre punti fa una figura migliore del contrario.
Atenei con documento d'ateneo verificato
Per questi ho trovato e citato la fonte ufficiale, quindi hanno una guida dedicata con parametri verificati:
- IULM — margini asimmetrici, due pagine bianche iniziali, capitoli su pagina dispari. Fonte: Biblioteca IULM.
- Sapienza — suggerimenti non vincolanti sul testo, regole rigide su marchio e frontespizio. Fonte: pagina d'ateneo.
- Bocconi — frontespizio generato dall'ateneo, consegna in PDF unico con nome file normato.
- Cattolica — norme che variano sensibilmente per facoltà.
- Politecnico di Milano — template ufficiali per Scuola, Word e LaTeX.
Segnalazioni benvenute
Se studi in uno dei cinque atenei di questa pagina e la tua segreteria o il tuo corso pubblicano norme redazionali precise, mandamele. Con una fonte ufficiale in mano posso ricostruire una guida dedicata come ho fatto per IULM e Sapienza. Senza fonte preferisco tenere questa pagina onesta piuttosto che scrivere cinque articoli che dicono la stessa cosa.